Occorre valutare la gravità degli indizi di colpevolezza e, soprattutto, l'abitualità delle condotte vessatorie, sulla base degli elementi emergenti dal verbale di arresto e dalle dichiarazioni rese dalla parte offesa, dalle quali si evincano le frequenti condotte connotate da violenza sulle cose e da scatti di ira.
È quanto affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, in una recente sentenza che focalizza l’attenzione sul reato di maltrattamenti. Nella vicenda specifica le fattispecie si erano realizzate nei confronti della madre.
Il provvedimento n. 37637/2024, della sesta sezione penale, è risalente allo scorso 14 ottobre.
Nella vicenda analizzata dai giudici di piazza Cavour le condotte erano state poste in essere dal ricorrente al fine di convincere la madre a consegnargli del danaro e, come dalla stessa dichiarato, la inducevano a temere per la propria incolumità.
