Nuovo provvedimento della Cassazione in materia di violenza sessuale. La Suprema Corte torna ad approfondire la questione relativa all’integrazione del reato e lo fa nelle pagine della sentenza n. 41718/2024.
Il provvedimento della terza sezione penale è stato depositato lo scorso 13 novembre.
Ai fini dell'integrazione dell'elemento soggettivo del reato di violenza sessuale, affermano i giudici di piazza Cavour, non è necessario che la condotta sia specificamente finalizzata al soddisfacimento del piacere sessuale dell'agente.
A ben vedere, risulta sufficiente che questi sia consapevole della natura oggettivamente "sessuale" dell'atto posto in essere volontariamente, ossia della sua idoneità a soddisfare il piacere sessuale o a suscitarne lo stimolo, a prescindere dallo scopo perseguito.
