La dichiarazione di adottabilità del minore costituisce extrema ratio e si basa sull'accertamento dell'irreversibile non recuperabilità della capacità genitoriale, tenendo conto che il legislatore ha stabilito il prioritario diritto del minore di rimanere nel nucleo familiare di origine, quale tessuto connettivo della sua identità.
Lo ribadisce la Cassazione, nelle pagine dell’ordinanza n. 6077/2025. Il provvedimento della prima sezione civile è risalente allo scorso 6 marzo.
È necessario, puntualizza il Collegio di piazza Cavour, un esame approfondito, completo e attuale delle condizioni critiche dei genitori e dei familiari disponibili a prendersi cura del minore e delle loro capacità di recupero e cambiamento, ove sostenute da interventi di supporto adeguati anche al contesto socioculturale di riferimento. La natura non assoluta, ma bilanciabile del diritto del minore impone che il giudice prioritariamente tenti un intervento di sostegno volto a rimuovere le situazioni di difficoltà o disagio familiare e che solo all'esito del fallimento di tale tentativo, quando risulti impossibile prevedere il recupero delle capacità genitoriali entro tempi compatibili con la necessità del minore di crescere in uno stabile contesto familiare, possa dichiararsi lo stato di adottabilità
