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Recenti precisazioni della Cassazione sulle misure cautelari nei confronti di minorenni

31 marzo 2025

News Regionale - Sicilia ,

Quando le modalità di esecuzione del reato commesso da un minore sono espressione anche di una indubbia capacità di organizzazione e predeterminazione del fatto criminoso da parte dell'indagata, e quindi di una spiccata capacità a delinquere, per sua natura funzionale all'offesa, deve ritenersi adeguata e proporzionale la misura cautelare del collocamento in Comunità.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, nelle pagine della sentenza n. 11589/2025. Il provvedimento della quinta sezione penale è risalente allo scorso 21 marzo.

In materia di misure cautelari nei confronti di minorenni, l'articolo 275, comma 2-bis, cod. proc. pen., secondo cui non può essere disposta la misura della custodia cautelare se il giudice ritiene che con la sentenza penale possa essere concessa la sospensione condizionale della pena, non è riferibile alle misure cautelari speciali apprestate per i minorenni dagli articoli 21 e 22 del D.P.R. 22 settembre 1988 n. 448 (permanenza in casa e collocamento in comunità), giacché tali misure hanno struttura diversa da quella della detenzione domiciliare e della detenzione in carcere ed assolvono altresì ad una più complessa finalità coerente alle linee di trattamento dei minorenni voluto dal nostro ordinamento.