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Assegnazione della casa coniugale, ultimi rilievi della Cassazione

16 maggio 2025

News Regionale - Piemonte e Valle d'Aosta ,

In presenza di una figlia maggiorenne, non ancora economicamente autosufficiente e convivente stabilmente con la madre, il giudice può legittimamente disporre l’assegnazione della casa coniugale a quest’ultima, in quanto genitore collocatario. Impossibile, invece, riconoscere in quell’immobile anche uno spazio al padre sol perché trovatosi in difficoltà in ottica abitativa.

È quanto emerso, in sintesi, dall’ordinanza n. 12249/2025 della Corte di Cassazione. Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 9 maggio.

Nella fattispecie in questione, in appello il padre aveva ottenuto una modifica importante delle condizioni del divorzio, ossia la possibilità di avere a propria disposizione il primo piano della casa coniugale assegnata interamente in origine alla ex moglie. Secondo i giudici di secondo grado la suddivisione, in due diverse unità abitative dell’immobile adibito a residenza familiare appare condivisibile.

Secondo il Collegio di piazza Cavour, invece, non è possibile riconoscere uno spazio al padre nello stesso immobile.