Il provvedimento ablativo della responsabilità dei genitori è preordinato alla esigenza prioritaria della tutela degli interessi del figlio e non costituisce una sanzione a comportamenti inadempienti dei genitori.
Lo rammenta la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 12289/2025.
Il provvedimento della prima sezione civile, depositato lo scorso 9 maggio, torna a formulare rilievi in materia di responsabilità genitoriale.
Pertanto, argomentano i giudici di piazza Cavour, è corretta la restrizione della responsabilità genitoriale adottato nei confronti di una madre totalmente indifferente alle indicazioni terapeutiche e di sostegno formulate fin dall'inizio del procedimento non affidandosi e non fidandosi delle indicazioni di seguire un percorso di valutazione psichiatrica e di sostegno psicoterapeutico, in vista del recupero funzione genitoriale e di un rapporto non distruttivo e destabilizzante con la minore.
