Violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze alcoliche
C’è violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze alcoliche quando l’assunzione di tali sostanze da parte della vittima sia stata provocata o agevolata dall’autore del reato e sia funzionalmente diretta alla realizzazione degli atti sessuali; può escludersi l’aggravante solo quando il reo abbia unicamente approfittato della condizione discendente da tale assunzione.
Inoltre, l’assunzione di bevande alcoliche o narcotiche provocata dall’autore del reato dev’essere funzionale alla realizzazione degli atti sessuali.
Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale, la natura sessuale di atti come il palpeggiamento delle natiche e i tentavi di bacio non è esclusa dall’eventuale fine di gioco o irrisorio perseguito dall’autore delle condotte.
La libertà dell’individuo di disporre del proprio corpo a fini sessuali è assoluta e incondizionata e la sua tutela non incontra limiti e/o attenuazioni derivanti da un fine ulteriore e diverso dalla semplice consapevolezza di compiere un atto sessuale.
Ciò che rileva, dunque, è la natura “sessuale” dell’atto sul piano obiettivo e ogni altro fine non vale a escluderla: ne consegue che è necessario e sufficiente che l’autore del fatto sia consapevole della connotazione “sessuale” dell’atto posto in essere con la propria condotta cosciente e volontaria.
Cassazione penale, sez. III, sentenza 29.08.2025, n. 29944
