Il delitto di maltrattamenti è assorbito da quello di violenza sessuale soltanto quando vi è piena coincidenza tra le condotte, nel senso che gli atti lesivi siano finalizzati esclusivamente alla realizzazione della violenza sessuale e siano strumentali alla stessa, mentre vi è concorso tra i due reati in caso di autonomia anche parziale delle condotte, comprendenti anche atti ripetuti di percosse gratuite e ingiurie non circoscritte alla violenza o alla minaccia strumentale necessaria alla realizzazione della violenza.
Lo ha ribadito la Cassazione, nelle pagine della sentenza n. 34163/2025. Il provvedimento è risalente allo scorso 17 ottobre.
Nella vicenda esaminata, lo stato di succubanza della vittima era tale da non consentirle di gestire le intemperanze del compagno che, oltre a tradursi in azioni fisiche connotate dalla violenza e dalla prevaricazione, venivano irrobustite da minacce perpetrate nei confronti della donna.
