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Maltrattamenti, rientrano nel reato gli atteggiamenti aggressivi, minacciosi e oltraggiosi assunti dall’autore nei confronti della vittima

25 febbraio 2026

News Regionale - Sicilia ,

Altra sentenza della Cassazione in materia di maltrattamenti. Con provvedimento n. 6167/2026, depositato dalla quinta sezione penale lo scorso 16 febbraio, la Suprema Corte torna a formulare rilievi sulle condotte integranti il reato.

Rientrano nel reato di maltrattamenti in famiglia gli atteggiamenti aggressivi, minacciosi e oltraggiosi assunti dall’autore nei confronti della vittima, narrati da quest'ultima e riscontrati dalle dichiarazioni rese da quanti abbiano osservato le lesioni riportate dalla stessa, nonché della relazione di servizio redatta dalle Forze dell'ordine e dei referti medici redatti dal personale del Pronto soccorso.

Inoltre, argomentano i giudici di piazza Cavour, l'intervenuta remissione di querela da parte della vittima è espressione dell'assenza di una volontà calunniatoria della stessa e non d'inattendibilità del suo narrato, e gli episodi di riavvicinamento della stessa all’autore del reato rientrano nella dinamica di relazioni “non sane” di dipendenza affettiva.