In tema di violenza sessuale è legittima la valutazione frazionata delle dichiarazioni confessorie, accusatorie, da chiamate in correità e testimoniali. A sottolinearlo è la Corte di Cassazione, nelle pagine della recente sentenza n. 7100/2026.
Il provvedimento della terza sezione penale è risalente allo scorso 23 febbraio.
Ciò, argomentano i giudici di piazza Cavour, quando le parti del narrato ritenute veritiere reggano alla verifica giudiziale del riscontro, ove necessario, e non sussista interferenza fattuale e logica - ossia un rapporto di causalità necessaria o di imprescindibile antecedenza logica - con quelle giudicate inattendibili, tale da minare la credibilità complessiva e la plausibilità dell'intero racconto.
