Con un nuovo e recente provvedimento, la Cassazione è tornata a formulare rilievi in materia di maltrattamenti in famiglia. Specificamente, il Collegio di piazza Cavour si concentra sull’elemento oggettivo del reato, fornendo precisazioni interessanti.
La sentenza n. 7517/2026 è stata depositata dalla sesta sezione penale lo scorso 25 febbraio.
Integra l'elemento oggettivo del delitto di maltrattamenti in famiglia il compimento di più atti di natura vessatoria che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi.
La distanza temporale tra gli episodi più gravi, chiarisce la Suprema Corte, non esclude di per sé l'abitualità, giacché tali episodi si inseriscono in un continuum di prevaricazioni, umiliazioni e controllo, come ritenuto, nel caso di specie, dai giudici di merito sulla base di una valutazione complessiva del materiale probatorio.
