Nei casi di violenza domestica, le ritrattazioni della persona offesa, così come le remissioni di querela, soprattutto laddove la vittima sia particolarmente vulnerabile, anziché costituire elementi per escludere il reato e la sua reiterazione, spesso possono essere sintomatiche della sua esposizione alla prosecuzione o all'aggravamento della relazione maltrattante.
La sottolineatura porta la firma della Cassazione ed è esplicitata all’interno della sentenza n. 14481/2026.
Il provvedimento della sesta sezione penale è risalente allo scorso 21 aprile.
Ciò, argomentano i giudici di piazza Cavour, può accadere attraverso minacce, ricatti, intimidazioni, rappresaglie o condizionamenti, tutte manifestazioni di una sorta di "circolarità" della violenza domestica.
