L'attenuante della provocazione è incompatibile con il delitto di maltrattamenti.
Lo ribadisce la Corte di Cassazione, nei rilievi formulati all’interno della sentenza n. 15588/2026.
Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 29 aprile. A ben vedere, chiariscono i giudici di piazza Cavour, il delitto di maltrattamenti è connotato, quale reato abituale, dalla reiterazione nel tempo di comportamenti antigiuridici.
In forza di tale principio, è esclusa la possibilità di riconoscere la circostanza attenuante in relazione ad uno specifico episodio di lesioni, che risultava inserito in una condotta di maltrattamenti protrattasi per anni.
