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Maltrattamenti contro familiari e conviventi, rilievi sull’elemento qualificante del delitto

11 maggio 2026

News Regionale - Sicilia ,

In tema di maltrattamenti contro familiari e conviventi, l’elemento qualificante del delitto non è la “sistematica sopraffazione” né la soggezione della persona offesa, ma la reiterazione di condotte vessatorie, anche eterogenee e in parte solo minacciate, idonee – valutate unitariamente e nel contesto della relazione affettiva – a ledere la dignità della vittima e a limitarne libertà e autodeterminazione.

Lo ha stabilito la Cassazione, nella sentenza n. 16467/2026.

Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 7 maggio.

Ai fini dell’abitualità, affermano i giudici di piazza Cavour, è sufficiente la pluralità di atti compiuti anche in un arco temporale non lungo, pur in presenza di periodi di apparente normalità, attesa la ciclicità della violenza domestica.

Ne consegue che è viziata la decisione di merito che escluda l’art. 572 cod. pen. per difetto di soggezione e riqualifichi il fatto in minaccia grave senza una globale valutazione del compendio probatorio.