Nuovo provvedimento della Cassazione in materia di atti sessuali con minorenne. La sentenza n. 16564/2026, depositata dalla terza sezione penale lo scorso 8 maggio, effettua alcune precisazioni relative al nesso causale.
In tema di atti sessuali con minorenne, è sufficiente il nesso causale tra le condotte induttive dell'agente, realizzate a distanza tramite comunicazioni telematiche, e gli atti autoerotici compiuti dalla minore infraquattordicenne e ripresi in immagini trasmesse all'induttore, senza necessità di contestualità temporale né di verifica della specifica valenza induttiva, purché gli atti siano posteriormente riconducibili a tale induzione. Integra altresì, chiariscono i giudici di piazza Cavour, il reato di cessione di materiale pedopornografico (art. 600-ter, co. 4, c.p.) la semplice trasmissione delle immagini alla zia della minore, a prescindere dall'intento di "consegnare" anziché "diffondere" il materiale e senza distinzione tra "cessione" e "consegna", essendo sufficiente l'esternazione del materiale dalla sfera di dominio del detentore per impedire ogni forma di circolazione. Le attenuanti generiche, riconosciute per ragioni trasversali a più reati unificati in continuazione, incidono sulla pena base prima dell'aumento per continuazione, il quale deve essere dosato già tenendo conto del loro effetto benefico.
