In tema di delitti di violenza sessuale, la procedibilità d'ufficio ex art. 609septies, comma 4, n. 4, c.p. ricorre non solo in presenza di una connessione in senso processuale ex art. 12 c.p.p., ma anche quando sussista una connessione in senso materiale.
È quanto statuito dalla Cassazione, nella sentenza n. 16434/2026 dello scorso 7 maggio.
Il provvedimento della terza sezione penale effettua alcuni interessanti rilievi in materia di procedibilità d’ufficio.
Sostanzialmente, la procedibilità in questione ricorre quando l'indagine o il giudizio sul reato procedibile d'ufficio comportino necessariamente l'accertamento del reato sessuale, perché commesso nel medesimo contesto di sopraffazioni o comunque in uno dei collegamenti investigativi di cui all'art. 371 c.p.p.; in tali ipotesi viene meno l'esigenza di riservatezza che giustifica il regime di querela, con conseguente superamento del termine di proposizione di cui all'art. 609septies c.p.
