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GESTAZIONE PER SOSTITUZIONE LEGITTIMANTE ALL’ESTERO – Sentenza Cass. Civ. 31/03/2026 n.7919

29 giugno 2026

News Regionale - Lazio ,

La Corte di Cassazione con la sentenza in commento, confermando le sentenze di primo e secondo grado (Trib. e C.A. Brescia) ha ritenuto conforme al nostro ordinamento il provvedimento dell’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza del ricorrente che, nel ricevere la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita di una bambina , redatto legittimamente all’estero secondo la lex loci (Stati Uniti) con i nomi di en trambi i contraenti del perc orso gestazionale all’estero , ha rifiutato la trascrizione del nome della madre intenzionale , perché deceduta prima di completare il percorso.

Rivela la Corte che nel paese in cui è s tato avviato il percorso , esso si articola attraverso due contratti . N ella specie , solo nel primo (contratto di servizio per portatrici gestionali) è stata espressa la volontà genitoriale di entrambi i coniugi, mentre il secondo contratto (contratto di portatrice gestionale) è stato sottoscritto solo dal ricorrente essendo la moglie frattanto deceduta.

Solo quest’ultimo d’altra parte perfeziona l’accordo con la portatrice e consente l’inizio del processo di formazione dell’embrione in vitro .

Che , p ertant o, è mancata nella specie la sostanza di un progetto genitoriale condiviso e nessuna ass unzione di responsabilità ne è conseguita così da rappresentare una volontà genitoria le giuridicamente qualificabile, né alcun rapporto affettivo tra l’adulto e il minore.

L’attribuzione dello status genitoriale in tali condizioni deve quindi ritenersi nel nostro paese contraria all’ordine pubblico.

La sentenza è occasione per la Corte di chiarire che una tale fattispecie fattuale non è assimilabile ad altre contemplate nel nostro ordinamento, invocate dal ricorrente, nelle quali si consente la costituzione dello status filiationis , anche in assenza di una relazione effettiva tra il minore e l’adulto, ipotesi che vengono dettagliatamente esaminate.


A cura dell’avv. Nicoletta Morandi