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Maltrattamenti in famiglia, l’elemento costitutivo deve configurare una condotta oggettivamente idonea a ledere la persona nella sua integrità psico-fisica

20 luglio 2026

News Regionale - Sicilia ,

Nuovo provvedimento della Cassazione in materia di diritto penale della famiglia. Con sentenza n. 26582/2026, depositata lo scorso 15 luglio dalla sesta sezione penale, la Suprema Corte torna a formulare rilievi nell’ambito del delitto di maltrattamenti in famiglia.

Il reato di cui all'art. 572 c.p. richiede, quale elemento costitutivo, una condotta oggettivamente idonea a ledere la persona nella sua integrità psico-fisica, consistente nella sottoposizione dei familiari ad una serie di atti di vessazione continui e tali da risultare concretamente idonei a cagionare sofferenze, privazioni, umiliazioni.

A fronte dell'oggettiva ricorrenza di tali presupposti, affermano i giudici di piazza Cavour, il reato non è escluso per effetto della minore o maggior capacità di resistenza dimostrata dalla persona offesa, come pure non è richiesto che la condotta maltrattante sia tale da rendere la vittima succube dell'autore del reato, rimanendo il variabile grado di reazione e di sopportazione da parte della persona offesa, riconducibile a ragioni che attengono a valutazioni di tipo personale, del tutto estraneo alla tipicità del fatto.