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Cassazione civile, Sezioni Unite, 18 agosto 2026, n. 24699 - Rimborso spese ctp, rigetto prova testimoniale, osservazioni alla Ctu: le SU si pronunciano

11 settembre 2026

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La parte vittoriosa ha diritto al rimborso anche delle spese del ctp? occorre la prova del pagamento o può essere liquidata d’ufficio?
Cassazione civile, Sezioni Unite, 18 agosto 2026, n. 24699

La massima: La nomina di un consulente tecnico di parte nel corso del processo fa presumere l'assunzione, da parte di chi conferisce l'incarico, dell'obbligazione di remunerarlo ai sensi dell'art. 1709 c.c. Il relativo compenso rientra tra le spese processuali di cui all'art. 91 c.p.c. e può pertanto essere liquidato d'ufficio a carico del soccombente anche in assenza della prova dell'avvenuto pagamento, salvo che l'altra parte dimostri che la prestazione sia avvenuta a titolo gratuito o che il debito sia altrimenti estinto.

Quando il rigetto della prova testimoniale è sindacabile in Cassazione? Il Giudice può rigettare una prova e poi ritenere non provato il fatto?

La massima: Il giudizio di irrilevanza di una prova testimoniale, normalmente riservato al giudice di merito, è sindacabile in sede di legittimità quando il rigetto non sia fondato su una valutazione logica e coerente delle circostanze dedotte, quando la prova abbia ad oggetto fatti decisivi, o quando sia destinata a contrastare altre risultanze probatorie e venga esclusa con motivazione meramente generica. È inoltre nulla la sentenza che pone a carico della parte il mancato assolvimento dell'onere probatorio dopo averle impedito di fornire la prova ritualmente richiesta.
Il Giudice deve rispondere alle osservazioni del Ctp contro il Ctu?

Massima: la regola secondo cui il giudice che aderisce alle conclusioni del Ctu non è normalmente tenuto a fornire una motivazione analitica della sua adesione cambia quando una parte abbia formulato osservazioni tecniche specifiche, analitiche e dettagliate. In tal caso, il giudice deve confrontarsi con le contestazioni e non può limitarsi a richiamare genericamente la correttezza dell’elaborato peritale.

Il caso: Alcuni proprietari di fondi agricoli in Sicilia convenivano in giudizio l'Amministrazione regionale chiedendo il risarcimento dei danni causati dalle ripetute esondazioni di un torrente imputate alla carente manutenzione dell'alveo e delle sponde. Il Tribunale Regionale delle Acque riconosceva la responsabilità dell'ente ex art. 2051 c.c., ma attribuiva ai proprietari un concorso di colpa ex art. 1227 c.c. per mancata pulizia dei fossi di scolo, rigettava le prove testimoniali richieste dagli attori, aderiva alle conclusioni della CTU senza rispondere alle analitiche censure di parte, e negava il rimborso delle spese di CTP per mancata prova del pagamento. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche confermava la sentenza. I danneggiati ricorrevano in Cassazione con diciotto motivi.

La motivazione:
Le Sezioni Unite accolgono il ricorso su vari profili.

Prova testimoniale. La Corte rileva che il Tribunale Superiore ha rigettato le istanze istruttorie con motivazione illogica: gli interventi di pulizia dei fossi eseguiti dopo una prima esondazione erano necessariamente anteriori alle esondazioni successive e quindi potenzialmente decisivi ai fini dell'esclusione del concorso di colpa. Addossare ai danneggiati la responsabilità per mancata prova, dopo avere loro impedito di fornirla, viola altresì il diritto di difesa ex art. 24 Cost.

CTU contestata. Quando le critiche alla consulenza d'ufficio sono analitiche e dettagliate, il giudice non può limitarsi a una generica adesione alle conclusioni peritali, ma deve confrontarsi specificamente con i rilievi sollevati.

Spese del CTP. Risolvendo un contrasto giurisprudenziale, le Sezioni Unite affermano che il compenso del consulente di parte nominato in giudizio rientra nelle spese processuali ex art. 91 c.p.c., al pari degli onorari del difensore. Il conferimento dell'incarico fa presumere l'obbligazione di pagamento (artt. 1709 e 2233 c.c.): la liquidazione va effettuata d'ufficio, anche in assenza di documentazione, applicando le tariffe professionali o, in via analogica, i criteri del d.m. 30.5.2002 sui consulenti d'ufficio. Diverso è il caso della consulenza stragiudiziale, che costituisce danno emergente e richiede domanda di parte e prova del pregiudizio.

Precedenti giurisprudenziali: Cass. Sez. 3, n. 21402/2022; Cass. Sez. 1, n. 2605/2006; Cass. Sez. 1, n. 4357/2003; Cass. Sez. L., n. 3897/1985; Cass. Sez. 2, n. 24188/2021; Cass. SS.UU. n. 8053/2014; Cass. Sez. 3,
n. 25767/2024; Cass. Sez. 3, n. 27479/2025.
 


A cura di Avv. Monica Caumo



La Presidente


Gabriella de Strobel