Il Sig. S.B., quale genitore di minore di anni 12, adiva il Tribunale di Perugia chiedendo la modifica delle condizioni di divorzio, al fine di ottenere una revisione delle modalità di collocazione del figlio, con incremento dei giorni di permanenza presso di sé.
Lamentava, in particolare, il ricorrente che la madre del bambino adduceva un sistematico rifiuto, da parte dello stesso, a pernottare presso di sé.
Stante la evidente conflittualità tra i genitori in ordine a detto aspetto, il Tribunale invitava le parti ad intraprendere un percorso di mediazione familiare che, purtuttavia, veniva interrotto senza giungere a risultati proficui.
In conseguenza di ciò, mediante ordinanza, il Tribunale di Perugia, preso atto che la condotta genitoriale "incide certamente in modo negativo sull'equilibrata crescita del minore", ha ritenuto indispensabile incaricare il Servizio Sociale di procedere "al monitoraggio delle dinamiche familiari e delle condizioni del figlio minore, riferendo con relazione esplicativa in ordine alle attuali condizioni di vita, alla attuali condizioni abitative, al rapporto con ciascuno dei genitori e dando conto espressamente delle modalità di esercizio del diritto di visita paterno, delle difficoltà eventualmente riscontrate e/o dei progressi svolti, dell'esistenza di una ritrosia del minore a frequentare il padre e delle ragioni della stessa, suggerendo ogni forma di intervento o di ausilio reputata idonea a favorire il miglioramento dei rapporti familiari".
*News a cura dell'Avv. Simona Garone
