...

Via libera della Corte dei conti ai nuovi parametri forensi

13 ottobre 2022

News Regionale - Abruzzo ,

È finalmente approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale Giustizia concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense.

L'ultimo via libera al provvedimento, prima della relativa pubblicazione, è stato dato dalla Corte dei conti.

Incremento medio degli emolumenti stimato entro il 5% dall'ufficio del gabinetto della guardasigilli Marta Cartabia, in linea con l'indice dei prezzi Istat. Addio alla discrezionalità del giudice: i valori-base dei compensi possono aumentare o diminuire soltanto nella misura del 50%, spese forfettarie sempre al 15%. 

Queste le principali novità previste in materia di parametri forensi: entreranno in vigore domenica 23 ottobre i nuovi parametri per i compensi degli avvocati previsti dal dm Giustizia 147/2022, in G.U. 236/2022.

Arrivano la tariffa oraria per le prestazioni e una tabella ad hoc per le procedure concorsuali. Inoltre, previsti incrementi del 30% se hanno successo la mediazione o la negoziazione assistita e del 20 per l'attività introduttiva davanti al giudice amministrativo. Per i penalisti nuovi emolumenti su indagini difensive, rito direttissimo e procedimenti davanti al tribunale per i minorenni.

Vengono del tutto sostituite le tabelle che contengono i valori medi: eliminando sistematicamente dal testo la locuzione «di regola» si evitano disparità nella liquidazione. Accanto alla variazione del 50 per cento, resta al giudice un margine di discrezionalità per tenere conto di peculiarità dei procedimenti e caratteristiche della prestazione. Prevista una stretta contro l'abuso del processo: con la responsabilità processuale aggravata ex articolo 96 Cpc il compenso all'avvocato del soccombente è ridotto del 75 per cento rispetto all'importo spettante (provvede il giudice della causa in cui è stata svolta la prestazione). E se la domanda dovesse risultare inammissibile, improponibile o improcedibile, l'importo è dimezzato, ma solo se ricorrono «gravi ed eccezionali ragioni» che il magistrato deve indicare in modo esplicito. Quando il professionista subentra al collega nella difesa del cliente dopo la fase introduttiva del giudizio, può ottenere il compenso per quella di studio della controversia. Ma il giudice conserva la discrezionalità nella liquidazione per evitare abusi nel patrocinio a spese dello Stato. E se in corso di causa si arriva alla conciliazione, al difensore spetta una somma pari a quella prevista per la fase decisionale, aumentata di un quarto. Quantificati fra 200 e 500 euro i compensi orari, utilizzati soprattutto nei rapporti con grandi imprese di matrice anglosassone.

Vanno applicate le tabelle dei giudizi di cognizione per i procedimenti camerali nella revisione delle condizioni di separazione e divorzio e per l'affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio. Al curatore del minore le spettanze devono essere riconosciute tenendo conto dei parametri previsti per le procedure e i giudizi in cui è di volta in volta nominato.

Quattro le fasi nella tabella introdotta per l'accertamento nel passivo in fallimento e liquidazione giudiziale: studio della controversia; introduttiva; istruttoria e trattazione; decisionale. Scaglioni di valore e compensi sono quelli previsti davanti al tribunale, ma ridotti del 20 per cento. E i parametri possono a loro volta essere dimezzati nelle controversie sui crediti da lavoro dipendente. Le procedure di sovraindebitamento rientrano per analogia in quelle concorsuali: nella composizione negoziata l'attività nei procedimenti cautelari è liquidata con la relativa tabella e per il resto rientra nell'ordinario stragiudiziale.

In Cassazione compenso maggiorato per il deposito di memorie di parte entro cinque giorni prima dell'udienza. Idem nel processo amministrativo se è proposto il ricorso incidentale. Incremento del 50 per cento, rispetto allo standard dell'ordinaria fase cautelare collegiale, per l'attività connessa a misure cautelari monocratiche. Ridotto del 50 per cento nella fase decisionale il compenso per l'appello contro l'ordinanza cautelare del Tar. Per il valore della causa in tema di contratti pubblici l'utile effettivo e i profitti attesi si intendono di almeno il 10 per cento del valore dell'appalto. Negli affari stragiudiziali sopra i 520 mila euro il compenso è in una percentuale decrescente rispetto al valore compresa fra il 3 e lo 0,25.